Il futuro che è già qui

Quando un colosso come Airbnb decide di aprire un nuovo settore e ti trovi ad essere tra i primi selezionati nella tua città per “inaugurare” quel settore…beh, l’emozione del primo incontro c’è, ed è davvero tanta, ed è davvero bella.

La piattaforma di house sharing per eccellenza ha lanciato da poco il nuovissimo servizio “Trips”, per acquistare tour esclusivi, esperienze di viaggio con guide locali, riunendo in un unico luogo i posti da visitare, le esperienze da provare e le persone da incontrare.

E a Roma, le persone da incontrare siamo noi, oggi riuniti in un pazzesco appartamento a due passi da piazza Navona. C’è Ginger, con cui si fa un’esperienza di burlesque a 360 gradi, dalla coreografia al confezionamento del costume allo spettacolo; c’è Antonis, con cui si va a fotografare Roma e i suoi abitanti; Nicoletta e Giulia, entrambe titolari di aziende vitivinicole, che insegnano a degustare il vino, a fare i giusti abbinamenti e raccontano la loro realtà; c’è Silvia che insegna a cucinare e a fare la spesa, c’è Giulia con le composizioni floreali, Claudio con la costruzione di uno strumento musicale, Janie con lo shopping di griffe a prezzi scontati, Alessia (si, un’altra!) che da escursioni (anche lei!) a piedi o a cavallo …e poi ci sono io, e il mio Librotrekking rielaborato in versione romana.

Parliamo, ci raccontiamo, emergono dubbi e possibili progetti comuni e scoppiano risate, tante. Mi colpisce come siamo tutti (o quasi) reduci da esperienze di lavoro “inquadrate”, eravamo tutti dipendenti con uno stipendio sicuro e ce la siamo squagliata, abbiamo deciso di dedicarci a qualcosa che ci appassiona davvero. Lavoriamo molto di più, ma ci divertiamo molto di più. Ci scopriamo, ci espandiamo, ci mettiamo in gioco. Cambiamo tutti i giorni, ci reinventiamo.

La responsabile della selezione delle “esperienze” è Caterina, con cui ho parlato al telefono, ed è proprio come la immaginavo. E’ un mix così perfetto di confidenza e professionalità che basta da sola a definire e condensare tutto ciò che ci si immagina, sotto il profilo economico e sociale, di Airbnb. E’ allegra, spontanea, motivante. Ci spiega come fare a rendere accattivante la nostra proposta, come stabilire il prezzo, come descriverla e come fare in modo che i viaggiatori la prenotino. Ci parla della filosofia Airbnb, di come il colosso multimiliardario degli alloggi sia nato per caso, dall’esperienza di ospitalità nel salotto di casa di tre designer squattrinati. Ma in pieno stile Airbnb, quello che ci fa davvero capire quali siano i requisiti fondamentali di ciò che andremo a proporre è il suo racconto di una passata esperienza di viaggio. Ci racconta di come abbia vissuto un viaggio di qualche anno prima a San Francisco, di come abbia soggiornato per lavoro in questa città e ci sia arrivata stanca, triste e demotivata. La sua padrona di casa era una donna italiana che le ha fatto vivere una serata diversa catapultandola nella sua vita per qualche ora. Al suo ritorno si era sentita leggera e carica di energia, e non era stato il viaggio in sè, o la città, a rappresentare qualcosa di eccezionale, ma l’esperienza di una serata diversa, con una persona sconosciuta con cui era nata una sintonia, una complicità, una condivisione fugace ma intensa.

Ed è questa la chiave di tutto. Per dirlo con Maya Angelou, “Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatti sentire.”

E allora, buon strano, intenso e fugace lavoro a tutti noi.

Librotrekking su Facebook

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